• Cimiteri d'Italia,  Libri di Storia dell'Arte

    Cimitero di Santa Maria dei Rotoli a Palermo

    Nato nel 1837 dalla triste circostanza di un’epidemia di colera (circostanze che frequentemente si verificavano nel corso dell’Ottocento per via delle precarie condizioni igieniche), in seguito alla saturazione dei posti presso il Cimitero di Sant’Orsola, il cimitero di Santa Maria dei Rotoli è diventato il più grande cimitero di Palermo. Collocato nel quartiere Vergine Maria accoglie una notevole parte monumentale realizzata principalmente dagli scultori Benedetto e Pasquale Civiletti (Cappella Salamone, monumento Barone Geracello, monumento Mauro Tumminello). Si distinguono, inoltre, le opere dello scultore Mario Rutelli (statua a Gaetano Deltignoso e un angelo per la cappella Mastrogiovanni-Tasca) e dell’architetto Giuseppe Damiani Almeyda (monumento a Gaetano Deltignoso). Agli architetti Palazzotto appartengono i…

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    Cimitero di Poggioreale (Na)

    Collocato su un’amena altura con vista panoramica sul mare, il cimitero di Poggioreale nasce sul finire del Settecento. Il linguaggio neoclassico su cui è imperniato il progetto del complesso cimiteriale, mira a fondere mirabilmente architettura e ambiente circostante. Come per il cimitero monumentale di Messina, la sua disposizione dominante fa del complesso un enorme e rasserenante parco immerso nel verde. La struttura iniziale è legata al progetto di Ferdinando Fuga, autore del cimitero di Santa Maria del Popolo o delle 366 fosse, progetto grandioso e visionario, con la consueta disposizione delle opere d’arte lungo gallerie ed archi che ricordano gli interni delle chiese cristiane. In più, qui si aggiunge la…

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    Cimitero in una foto degli anni ’60: chi sa dove ci troviamo?

    La storia dei cimiteri italiani è relativamente recente, poiché quasi sempre successiva all’editto napoleonico di Saint Cloud, il Décret Impérial sur les Sépultures, del 12 giugno 1804. Il decreto di Napoleone Bonaparte si preoccupava di raccogliere la normativa vigente per le strutture cimiteriali, risolvendo non solo un grave problema di natura igienico-sanitaria, ma intervenendo con una misura di democrazia cimiteriale. Fra le innovazioni introdotte, l’obbligo di costruire tali strutture fuori dalla mura cittadine e di riservare lo stesso trattamento a tutti i defunti. Per gli illustri era consentito aggiungere un epitaffio o una decorazione a ricordo. Sempre da Saint Cloud partì l’editto Della Polizia Medica destinato al territorio italico, il 5…

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    Cimitero della Certosa di Bologna

    Bologna, una delle città più antiche d’Italia e la prima in assoluto ad ospitare una Università, lo Studium (1088), fu precoce anche nella formulazione di una città dei sepolcri, sull’esempio del trecentesco Camposanto di Pisa. Prima ancora che l’editto napoleonico di Saint-Cloud fosse pubblicato e prima della edificazione dei più importanti cimiteri parigini, la municipalità di Bologna ebbe cura di dare ai propri cittadini un cimitero presso i chiostri della Certosa (edificati a partire dal 1334 e già soppressi nel 1797). Correva l’anno 1801. Sin dal 1774, la città versava in tristi condizioni igienico-sanitarie per via del sovraffollamento dei cimiteri annessi alle chiese cittadine. Si presentava, dunque, urgente l’esigenza di trovare nuove…

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    Cimitero monumentale di Milano

    L’architetto progettista di questo complesso monumentale posto al termine della Via Ceresio è Carlo Maciachini (1818-1899), originario di Induno Olona (provincia di Varese), formatosi presso le scuole serali dell’Accademia di Brera. Già conosciuto per il progetto della chiesa serbo-ortodossa di S. Spiridione (detta anche degli Schiavoni) a Trieste (1859) e il completamento della facciata di S. Maria del Fiore a Firenze (1860), partecipò al concorso per il progetto del Cimitero di Milano nel 1863, risultando vincitore all’unanimità. La sua abilità tecnica, probabilmente proveniente dal suo passato di ebanista esperto dell’intarsio, era combinare diverse soluzioni estetiche e architettoniche. Inoltre, Maciachini suggerì il mantenimento di strutture preesistenti, operando un notevole risparmio sul bilancio…

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    Cimitero Monumentale di Torino

    Quel cimitero voluto da un privato San Pietro in Vincoli, questo il nome originario del cimitero monumentale di Torino, rifondato e allargato nella sua estensione territoriale e nella sua monumentalità nel 1827, grazie al progetto dell’architetto Gaetano Lombardi, alla volontà dell’amministrazione decisionale dell’epoca e all’importante contributo finanziario di un privato. Il Marchese Carlo Tancredi Falletti di Barolo, infatti, è il principale donatore della struttura cimiteriale, avendola finanziata con la somma di 300.000 lire piemontesi nel 1828. Ma è solo nel 2015 che si è ricordato questa figura di filantropo intitolandogli il piazzale d’entrata del cimitero.Fra i personaggi sepolti presso il Cimitero Monumentale di Torino, citiamo l’antropologo Cesare Lombroso, la scienziata…

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    Cimitero del Verano

    Il Campo dei Verani Presso l’antica sede di una necropoli romana, le catacombe di Santa Ciriaca, sorge il Cimitero Monumentale del Verano. Trae il suo nome dal “campo dei Verani“, gens senatoria vissuta ai tempi della repubblica romana. La creazione dell’impianto (1807-1812) si deve all’architetto neoclassicista Giuseppe Valadier (1762-1839), quale adeguamento ai dettami dell’editto napoleonico di Saint Cloud (1804), che vietava le sepolture dentro le mura delle città. Si tratta di un progetto così grandioso, che i lavori continuano anche sotto i pontificati di Gregorio XVI e di Pio IX e la guida tecnica del direttore dei lavori Virginio Vespignani. Questi fa costruire (1880) un grande quadriportico preceduto da un…

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    Cimitero di Staglieno

    Il cimitero di Staglieno è famoso in tutto il mondo per la sua monumentalità: gli uomini dell’Ottocento, carichi dei sentimenti rivoluzionari repubblicani prima e risorgimentali poi, provvidero a dotarlo di numerose e preziose opere d’arte. Fu ufficialmente inaugurato il 1° gennaio 1851, grazie agli sforzi del direttore tecnico Giovanni Battista Resasco, allievo del progettista dello stesso sito monumentale, l’architetto Carlo Barabino. Il tema stilistico del neoclassicismo è preponderante, ma anche il liberty ha il suo commovente e affascinante spazio.

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    Cimitero Flaminio

    L’architetto del Cimitero Flaminio, detto anche di Prima Porta, si chiama Elena Luzzatto, anconetana, madre della corrente razionalista italiana. Classe 1900, è conosciuta anche come la prima donna italiana laureata in Architettura presso la Regia Scuola Superiore di Architettura di Roma. A 25 anni, trova prontamente lavoro presso l’Ufficio Tecnico della capitale e porta a termine numerosi progetti quali alcune decorazioni funerarie del Cimitero del Verano (1928), il mercato coperto di Piazza Principe di Napoli (oggi Piazza Alessandria), a Napoli (1935), il Cimitero di Prima Porta (1945), il mercato di Primavalle (1950), la scuola media di Villa Chigi (1960).

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    Cimitero Maggiore di Milano

    Appartiene a un progetto di fine Ottocento (1886-95), affidato agli ingegneri Luigi Mazzocchi (1842-1925) ed Enrico Brotti. A quei tempi, gli ingegneri italiani svolgevano per lo più compiti legali, amministrativi e calcoli estimativi; era molto improbabile che si occupassero anche di calcoli di stabilità e di componenti strutturali, parti che venivano solitamente riservate a ingegneri stranieri. Questo perché in Italia mancava ancora una corretta formazione in questo campo: molti dei nostri ingegneri, per avere questo tipologia di istruzione, dovevano recarsi all’estero. Leone Savoja, l’ingegnere del Gran Camposanto di Messina, era uno di questi pochi.

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