Libera il gigante che è in lui

Moltissimi bambini pensano al loro futuro. Lo abbiamo fatto anche noi, quando eravamo piccoli. Ci proiettavamo in un mondo immaginario motivati dalle nostre piccole esperienze quotidiane, dai caratteri dei nostri genitori, dall’ambiente in cui ci formavamo come studenti, come figli e come amici. In quel piccolo mondo, vivevamo tutte le paure e le gioie legate alle vite dei nostri familiari, alle figure del presente e a quelle del passato.

Sapevamo già, dunque, di essere delle persone complesse, con qualche bisogno in più che il semplice mangiare, bere, dormire e giocare. In quella complessità siamo cresciuti, la maggior parte delle volte dimenticando la nostra fase ferina, quella legata ai nostri gusti, odori, suoni.

Da genitori, nella gestione quotidiana degli impegni e la semplificazione dei ricordi, abbiamo messo alle spalle la dimensione vitale di un bimbo. Cosicché, a volte, diventa difficile interpretare un pianto, un atteggiamento di nervosismo, un silenzio prolungato, una sequenza di espressioni verbali ripetitive, una serie di domande ossessive (nonostante le risposte ricevute), la rinuncia volontaria al cibo o al sonno, dei nostri figli.

La cosa principale da fare è non perdersi d’animo e non sottovalutare simili manifestazioni, evidenti o nascoste che siano.

Di base, parole concilianti comunicate a bassa voce o abbracci confortanti possono sciogliere diversi nodi nella mente del nostro piccolo. Per gestire un rapporto con i bimbi, infatti, a partire dalla nascita, lo scambio deve essere sempre leale, venire da dentro. I neonati, più di tutti, riescono a cogliere la comunicazione emotiva, l’intensità di uno sguardo o il tono della voce. E’ grazie a questa empatia che si viene a creare sin dai primi anni di vita fra il neonato e i suoi genitori, che il piccolo comincia a formarsi delle certezze e un carattere abbastanza forte da poter affrontare le varie scoperte che si presentano nel corso della sua crescita: i primi passi, l’entrata all’asilo, la conoscenza di persone estranee al nucleo familiare, i primi calci dati a un pallone o la prima pedalata…

L’importante non è essere dei genitori perfetti, ma dei genitori sensibili, che sappiano gestire con compostezza gli imprevisti e, contemporaneamente, sappiano imporre alcune precise regole e dire di no, quando occorre.

Peraltro, è utile fare dei distinguo in merito all’età dei bimbi. Abbandonata l’età dell’emotività pura, infatti, arriverà il tempo, fra i due e i cinque anni, in cui i nostri figli cercheranno di conciliare il loro mondo interiore con la realtà esterna. Sono tempi in cui è facile che un bimbo prenda sul serio una vostra scherzosa minaccia rivolta a una persona adulta. Frasi come “se mi prendi ancora quel libro dalla mia scrivania, ti faccio nero”, sono prese in seria considerazione da un bimbo piccolo. Tutti i bimbi, infatti, provano dei sentimenti omicidi nei confronti di chi li ostacola. Non deve sembrare strano il fatto che vostro figlio o vostra figlia vi picchi solo per avergli negato qualcosa o aver detto un semplice no, come non vi deve sembrare strano che, a questa età, vostro figlio percepisca delle ombre o delle lampade o dei riflessi o dei peluches come dei mostri terribili. Nel loro semplice mondo fatto di fate e di streghe, diviso fra il bene e il male, l’adulto che vieta o la paurosa maschera africana del soggiorno sono la stessa cosa: nemici da combattere. Quante volte avete sentito il vostro bimbo lamentarsi di essere ancora troppo piccolo o troppo basso? Infatti, nella sua mente esiste un gigante che può tutto, se solo potesse venir fuori. Se vi adirate, rischiate di diventare voi quel gigante cattivo, proiettando l’immaginazione del vostro pargolo nella più schietta e dura dimensione della realtà. Se lasciate andare, aumenterete l’ego del piccolo tiranno. Se, invece, riuscirete a conciliare il suo mondo con il vostro, otterrete il grande risultato di farlo sentire compreso: fate il suo gioco, descrivetelo come un gigante che vuole distruggere tutto, capace di scatenare una grande (e un po’ comica) ira sulle cose, fatevi trascinare nel suo immaginario infantile, diventate suoi fantastici complici, vedrete che riderà insieme a voi e dimenticherà presto questi modi apparentemente violenti, tanto estremi quanto inutili ai fini della conquista dell’amore di noi adulti. Liberate il gigante che è in lui (o in lei).

Continua nei prossimi post…

[Collana Pronto Bimbo – Il fantastico mondo dell’infanzia]

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