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La coscienza è una farfalla

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“Se la carne si forma dallo Spirito è una meraviglia, ma se lo Spirito nasce dalla carne è la meraviglia delle meraviglie…” Gesù di Nazareth – Vangelo di Tommaso


Se la nostra coscienza non perdura integra dopo la morte fisica allora nulla ha senso, come ho già affermato precedentemente. Non avrebbe senso l’universo, la vita che in esso si è sviluppata. Il Biocentrismo di Robert Lanza asserisce che l’universo ha l’unico scopo di generare la vita, io invece dico che l’unico scopo del creato è quello di auto-generare la coscienza.

Avrete già compreso con chiarezza che in questo breve saggio, quando dico coscienza potrei usare indifferentemente le parole “anima” o “spirito”, questi termini sono coincidenti e del tutto equivalenti.

Ma cosa intendo dire esattamente quando dico “coscienza integra” o “coscienza coesa”?

Precisamente questo: quando noi ci osserviamo, osserviamo noi stessi, il nostro corpo o parti di esso, quando noi ci rapportiamo con il mondo circostante, quando ci tocchiamo o altri ci toccano, quando sentiamo, vediamo, odoriamo o gustiamo qualcosa, noi ci percepiamo come integri, coesi, uniti, vivi e questo perché il nostro corpo fisico e materiale è proprio così. È immerso nello spazio e nel tempo e ha tutte queste caratteristiche. Ebbene anche la nostra coscienza continua a possedere queste caratteristiche, alle quali se ne aggiungono molte altre che al momento non possiamo avere.

Il nostro spirito (ossia la coscienza, l’anima) comincia a svilupparsi con il crescere e maturare del nostro cervello, a un certo punto, quando il cervello è completamente maturo e sviluppato, appare la coscienza che inizia un processo di maturazione ed evoluzione che durerà tutta la vita. Per voler fare un’analogia calzante, lo spirito è imprigionato nel corpo come una futura farfalla nel bruco. A un certo punto il bruco si trasforma in crisalide e dopo un certo tempo, la crisalide si rompe e fugge via una meravigliosa farfalla. Allo stesso identico modo anche il nostro corpo con l’avanzare dell’età subisce una trasformazione, invecchia, contemporaneamente il nostro spirito evolve e matura finché non sarà il momento giusto per spiccare il volo.

Una concomitanza di tanti fattori consentono al nostro cervello di generare la coscienza; la massa neuronale notevole, la forza dei suoi campi elettrici e magnetici, la sua stessa forma e infine i suoi meccanismi fisiologici. A un certo momento, nel cervello del bambino fa capolino la coscienza neonata, che, come una pallina di pongo vergine, comincerà a imprimere in se stessa i ricordi delle esperienze, le forti emozioni, e inizierà a nutrirsi dei sentimenti. Tutto ciò, infatti, ogni piccola esperienza, sensazione o emozione, altera gli stati elettrici e magnetici del cervello, che muovono e stimolano il condensato elettronico di Bose-Einstein, facendo vibrare in modi unici e particolari l’anima, la quale, in qualche modo sconosciuto, è capace di memorizzare, trattenere al suo interno per un tempo indefinito, i ricordi sottoforma di onde elettromagnetiche, di vibrazioni.

Ma vediamo ancor più nel dettaglio come si possa essere formata la coscienza.

[continua su “Teoria dei Flussi Creativi Concatenati” di Marco Gnoffo, 80 pp., foto a colori.]



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