Placido Lucà Trombetta (1828-1908), pittore
– Nella foto in alto, il ritratto dell’artista Antonio Gangeri, opera di Placido Lucà Trombetta custodita presso il Museo Regionale di Messina.
Gaetano Micale (1830-1908), incisore
Sostenuto dal mecenate messinese di origini tedesche Federico Grill (banchiere e benefattore), per il quale eseguì un’incisione nel 1858, oggi conservata presso gli Uffizi di Firenze, Micale si avvia a diventare uno degli artisti più valenti promossi dal senato della città dello Stretto.
Con l’incisione Visione di Ezechiele, tema tratto da Raffaello, il pittore trova grande ammirazione tra i suoi colleghi e i committenti: guadagna un primo posto presso l’Esposizione Italiana del 1861, la medaglia d’oro all’Esposizione di Belle Arti di Palermo del 1863 e di Vienna nel 1873.
In quei tempi, esplode la moda della fotografia (anche perché più redditizia) e Micale vi si cimenta abbandonando la pittura. Vi ritorna in virtù della commissione del ritratto di Vincenzo Florio da parte dei suoi eredi.
Dal 1884 diviene direttore della scuola di disegno di Messina presso il monastero di San Gregorio.
Partecipa all’Esposizione di Palermo del 1891-92 con le sue raffinatissime incisioni.
Muore per le ferite riportate durante il terremoto del 28 dicembre 1908, dopo essere stato trasportato in condizioni gravissime a Napoli.
Giuseppe La Maestra (1831-1908), musicista e pittore
Nato a Messina nel quartiere di San Leone il 26 giugno del 1830, Giuseppe La Maestra nasce come musicista, ma non disprezza di cimentarsi nella pittura di vedute, due delle quali sono custodite presso le Collezioni del Quirinale a Roma: Veduta del porto di Messina dalla penisola di San Raineri e Veduta di Messina e dello Stretto dal Forte Gonzaga; e La tempesta, presso la Camera di Commercio di Messina.
Gregorio Zappalà (1833-1908), scultore
Nel 1881 partecipa al concorso mondiale di scultura per erigere un monumento al Re Vittorio Emanuele II e si colloca al 7° posto fra i 39 premiati con medaglia d’argento e sui 379 concorrenti provenienti da ogni Paese.
Zappalà è autore di numerosi monumenti presso il Cimitero monumentale di Messina: Giuseppe La Farina, statista, Francesco Miceli Ainis (1840-1881), giovane mercante messinese, Gregorio Raymondo Granata (1889), letterato e accademico, Italia Coffa (1874-1894), poetessa, e all’amico scultore Saro Zagari.
Il suo studio si trovava sul Corso Cavour, a Messina.
Vedi anche un approfondimento e foto delle sue opere.
Placido Di Bella (1843-1908), pittore
Con ogni probabilità, il suo corpo rimase sepolto sotto le macerie del terremoto del 28 dicembre 1908.
Gaetano Russo (1847-1908), scultore
Disperso dopo il terremoto del 28 dicembre 1908, si ritiene rimasto sepolto fra le macerie.
Gregorio Panebianco (1848-1908), pittore e docente universitario
Scomparso nella tragedia del terremoto del 28 dicembre 1908, insieme alla moglie Grazia Fobert e ai figli Gustavo e Aurelio.
Buona parte di questi scultori lavorava nei cantieri del Gran Camposanto di Messina e realizzava le interessanti opere che ancora oggi ammiriamo quale ricordo e testimonianza della città ottocentesca scomparsa.
(1) Per la relativa bibliografia, si rimanda al libro di Dario De Pasquale “Mille volti, un’anima. Dal Gran Camposanto di Messina di oggi all’unità d’Italia, un percorso iconografico alla ricerca dell’identità perduta“, [2010].
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Sono una luca’trombetta i miei genitori discendente da Messina vorrei sapere di più su i luca’trombetta,so di un Luca’trombetta Vincenzo titolare di una grande tipografia .mi servirebbe sapere di una presunta eredità grazie mille.
Un Lucà Trombetta famoso è il pittore Placido, nato a Messina il 25 novembre del 1828 e ricordato per il quadro “Il sacrifico dei Camiciotti” (1885). Sostenuto dal senato messinese borbonico negli studi presso l’Accademia di San Luca a Roma e dalla giunta comunale capeggiata dal sindaco Cianciafara nella carriera, prese parte anche alla vita politica messinese, quale componente della commissione d’arte per il Gran camposanto di Messina, insieme a Camillo Beccalli, negli anni ’70 dell’Ottocento.
Poi c’è un Luigi Trombetta, ingegnere molto attivo negli anni ’80 dell’Ottocento, più volte commissario edile dell’ufficio tecnico comunale;
un Domenico Trombetta proprietario di terreni a Ganzirri;
il medico chirurgo Francesco Trombetta (1843-1898);
l’ingegnere Giuseppe Trombetta morto un anno prima del terremoto del 1908;
un Giuseppe Trombetta venditore di cuoiami in via Garibaldi;
l’ingegnere Luigi Trombetta con studio in via Placida 183, professore di matematica;
i negozianti di cuoio Trombetta in via San Francesco di Paola e in via Garibaldi.
Purtroppo alcuni Lucà Trombetta sono a volte indicati solo come “Trombetta” o solo come “Lucà” e ci si può confondere parecchio.
Se vuoi qualche notizia in più sulla tua famiglia o vuoi condividere le tue ricerche con lo storico Dario De Pasquale, ti agevoliamo il suo indirizzo email: dario@sikelia.com.
Grazie per averci scritto, Natalina, continua a seguirci!
Cerco notizie sullo stemma dei Trombetta di Ganzirri. Luigi Trombetta nato 25 dicembre del 1895, aventi antenato il Francesco Trombetta medio chirurgo che operò lo zar Nicola II
Vi prego e vi scongiuro. Anche da qualche mio parente lontano.
Sto cercando disperatamente tracce della famiglia mia di origine. È fondamentale. Grazie
Gentile Carlo,
nel suo Messinesi insigni nel sec. XIX sepolti al Gran Camposanto, Giorgio Attard riporta a p. 75:
“Trombetta Francesco (1843-1898). Professore ordinario e Direttore della
Clinica Chirurgica nella R. Università di Messina. Era stato destinato a fare
l’ingegnere navale, e ne seguì i corsi all’Accademia, che non completò per una
malattia che lo aveva debilitato. Volle allora dedicarsi alla Chirurgia e la studiò
alle cliniche di Vienna e di Berlino , ove fu assistente di Billroth. Tornato in Italia,
per pubblico concorso conquistò la cattedre di Cagliari e poi di Messina (1882).
Portò primo in Sicilia il metodo Lister, e fu Maestro nel senso più austero della
parola. Fu autore di molte ed importanti monografie scientifiche, fra le quali le
seguenti: Contributo alla Patologia e Terapia delle inversioni uterine ecc.; La
prima ovariotomia in Messina col metodo antisettico; Studi patologici e clinici
sullo stiramento dei nervi. (Tumulato in sito monumentale, nella Spianata del
Cenobio. Non pietra, non parola!).”
Nessuna parola per lo zar Nicola.
L’ingegnere Luigi Trombetta, negli anni Settanta del XIX secolo, esercitava privatamente in via Placida 183 ed era anche professore di matematica.
Il Luigi da lei indicato potrebbe essere il nipote.
I negozianti di cuoio Trombetta avevano le loro sedi commerciali in via San Francesco di Paola e in via Garibaldi, a Messina.
Dovrebbe ripercorrere una ricerca a ritroso dal suo parente più vicino a quello più lontano nel tempo.
Sullo Stato civile messinese ottocentesco, il portale Antenati potrà restituirle, con un po’ di pazienza, quello che cerca.
Un caro saluto.