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Trapani, in breve

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Abitanti circa 72.000, altezza sul livello del mare mt. 3, CAP 91100, pref. telefonico 0923, capoluogo di provincia a 100 Km da Palermo e a 368 km da Taormina. 

Aereoporto di Birgi, tel. 841130

* Servizio traghetti per le Egadi

* Servizio di motonavi per Pantelleria, Cagliari, Tunisi

* Servizio di Aliscafi per le Egadi e Pantelleria

* Sita nella parte nord-occidentale dell’Isola, Trapani vive del commercio legato alle attività portuali.

Il nome, derivante dal greco Drepana, significa “falce” e sta ad indicare la forma del porto naturale. Abitata dai Sicani e dagli Elimi, passò sotto il dominio dei Cartaginesi e, dopo la battaglia delle Egadi (241 a.C.) divenne romana. Raggiunse il massimo splendore in epoca aragonese, sotto la quale dominazione fu ampliata e fortificata.

Questa parte della Sicilia occidentale, colonizzata già venti secoli a.C., è stata teatro della presenza dei Sicani, della cui origine si conosce poco o nulla.

In seguito fu occupata dagli Elimi, che con i Sicani fondarono Erice, Segesta ed Entella (Salemi); dai Fenici che fecero di Mozia, già nel X sec. a.C., uno dei loro insediamenti commerciali più fiorenti.

L’arrivo dei Greci in Sicilia è databile nell’ottavo secolo a.C. e la città greca di Selinunte raggiunse il massimo del suo splendore nel sesto e nel quinto secolo a.C.

Dopo la battaglia delle Egadi (241 a.C.), il territorio trapanese cadde sotto il dominio dei Romani che perdurò fino al quinto secolo d.C.

Nell’anno 827, gli Arabi sbarcarono a Mazara del Vallo per restarvi stabilmente per circa tre secoli da intelligenti coloni, piuttosto che da conquistatori.

Infatti, il periodo arabo-normanno è uno dei più importanti e più ricchi della storia e delle civiltà siciliane. Agli Arabi e ai Normanni seguirono gli Svevi e gli Aragonesi.

Il santuario dell’Annunziata è il più grande monumento della città, costruito tra il 1315 e il 1322 e ricostruito nel 1760. Accoglie vari stili, dal gotico al barocco. All’interno pitture a fresco del XVI secolo e una statua argentea di S. Alberto.

Adiacente alla Chiesa, il Museo Regionale Pepoli. Vi si trovano reperti archeologici e opere di grande pregio artistico quali un S.Giacomo di A. Gagini (1522), un’acquasantiera del ‘400, un dipinto raffigurante S.Francesco che riceve le stimmate di Tiziano, una Pietà di R. Oderisi.

Nelle vicinanze: Marsala, importante porto e centro vitivinicolo per mano inglese prima e italiana poi (Florio, Riccadonna, Pellegrino, ecc.)

Presente un Museo del Vino. Terme del III sec. a.C. con mosaici ben conservati.

Nel sedicesimo secolo iniziò la lunga dominazione spagnola. Nel 1738, con la pace di Vienna, la Sicilia venne assegnata ai Borboni il cui dominio ebbe fine l’11 maggio 1860 con l’unità d’Italia, quando l’esercito dei Mille guidato da Garibaldi sbarcò a Marsala.

Nel Baglio Anselmi si trova il Museo Nazionale Lilibeo con reperti archeologici, soprattutto di provenienza subacquea. Nell’Isola di San Pantaleo sono state ritrovate le rovine dell’antica Mozia. Molti reperti sono custoditi con certosina cura nel Museo fondato da Giuseppe Whitaker, imprenditore e mecenate.


 


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